lo spazio attraverso la maquette
ROF 15K. quindicimila giorni
data
2021
Rossini Opera Festival
Luogo
Museo Nazionale Rossini, Pesaro
Curatori
Cristian Della Chiara
Attrezzature scenotecniche
Laboratori del Rossini Opera Festival
Responsabile della mostra
Manuela Gasperoni
Capo macchinista
Lorenzo Martinelli
Capo squadra allestimento
Michele Loguercio
Macchinisti
Adel Al Rehaoui, Walter Brecciaroli, Giacomo Giunta
Scenografi
Sara Lenci, Lucia Mussoni, Lucia Petroni
Redazione testi
Giacomo Mariotti
Traduzioni
Michael Aspinall
Montaggio
Carla Di Carlo
Grafica
Ottaviani Studio Creativo
Sistemi multimediali
Marco Rossetti, Imergo
Produzione e regia video
Alberto Giuliani
Crediti fotografici
PH Amati Bacciardi
Supporto tecnico
Dago Elettronica
Grafica di stampa
Max Studio
Il 28 agosto 1980 il sipario del Teatro Rossini si alzava per la prima rappresentazione della Gazza ladra, spettacolo inaugurale dell’edizione numero uno del Rossini Opera Festival. Mercoledì 22 settembre 2021 sono trascorsi esattamente 15.000 giorni da quella data. L’incidenza del ROF sulla città e la sua identificazione con essa costituiscono un legame che si attesta e rinnova quotidianamente da oltre quarant’anni; ci è quindi parsa assai pertinente la scelta del giorno come unità di misura per calcolare l’età del Festival.
In quarant’anni di storia si è affermata, attraverso l’esperienza del ROF, la formula “musicologia più teatro”: un laboratorio di musicologia applicata, attuato fianco a fianco con gli studiosi della Fondazione Rossini, che è diventato un autentico viaggio collettivo alla riscoperta dei capolavori rossiniani dimenticati, intrapreso assieme al pubblico degli appassionati. Prima di tutto si è partiti con l’esclusione dell’inautentico dalle partiture, cardine della battaglia di civiltà culturale intrapresa dalla Fondazione Rossini assieme al ROF e a Casa Ricordi.
Poi si sono definiti gli ambiti di reciproca autonomia fra ricerca musicologica e restituzione teatrale moderna, riassumibili nel principio del massimo rispetto della lezione musicale autentica con la massima libertà nei criteri della messinscena.
Ed è proprio per questo che la storia del Festival ben si racconta anche attraverso alcuni dei più straordinari allestimenti che hanno animato i suoi palcoscenici, restituiti a nuova vita attraverso le maquettes, prima strumenti di lavoro e ora capolavori di artigianato, che doneranno allo spettatore la meraviglia del sapere delle mani e della creazione di mente e anima che ha caratterizzato una lunga storia di teatro in musica nella città di Pesaro.