quando l'opera diventa spaziopinacoteca "Tacchi-Venturi", San Severino Marche.
Maggioli S.P.A:
Data
december 2024 - present
L’allestimento della pinacoteca si fonda su una rilettura spaziale dei dispositivi figurativi e costruttivi presenti nelle opere esposte. Non introduce un linguaggio autonomo, ma deriva direttamente dalla struttura interna dei dipinti, trasformandone le logiche in architettura.
Le partiture ogivali dei polittici sono assunte come matrice generativa del sistema espositivo.
Da elementi di inquadramento dell’immagine diventano dispositivi spaziali che organizzano la sequenza delle pareti, traducendo un ritmo pittorico in struttura architettonica. Il visitatore è così immerso in una continuità formale che stabilisce un rapporto diretto tra opera e spazio.
Parallelamente, l’allestimento riflette sul retro delle tavole dipinte, portando in evidenza la loro carpenteria costruttiva. I sistemi di controbilanciamento, normalmente invisibili, vengono reinterpretati negli elementi di arredo e in particolare nel banco di accoglienza, che assume il ruolo di dispositivo didattico implicito. La tecnica diventa linguaggio e contribuisce alla costruzione del racconto museale.
Il progetto si articola quindi su una dialettica tra superficie e struttura, immagine e supporto. La pinacoteca non si limita a ospitare le opere, ma ne estende i principi costruttivi e figurativi nello spazio, configurandosi come un ambiente interpretativo in cui architettura e pittura condividono una medesima matrice concettuale.
L’allestimento della pinacoteca si fonda su una rilettura spaziale dei dispositivi figurativi e costruttivi presenti nelle opere esposte. Non introduce un linguaggio autonomo, ma deriva direttamente dalla struttura interna dei dipinti, trasformandone le logiche in architettura.
Le partiture ogivali dei polittici sono assunte come matrice generativa del sistema espositivo.
Da elementi di inquadramento dell’immagine diventano dispositivi spaziali che organizzano la sequenza delle pareti, traducendo un ritmo pittorico in struttura architettonica. Il visitatore è così immerso in una continuità formale che stabilisce un rapporto diretto tra opera e spazio.
Parallelamente, l’allestimento riflette sul retro delle tavole dipinte, portando in evidenza la loro carpenteria costruttiva. I sistemi di controbilanciamento, normalmente invisibili, vengono reinterpretati negli elementi di arredo e in particolare nel banco di accoglienza, che assume il ruolo di dispositivo didattico implicito. La tecnica diventa linguaggio e contribuisce alla costruzione del racconto museale.
Il progetto si articola quindi su una dialettica tra superficie e struttura, immagine e supporto. La pinacoteca non si limita a ospitare le opere, ma ne estende i principi costruttivi e figurativi nello spazio, configurandosi come un ambiente interpretativo in cui architettura e pittura condividono una medesima matrice concettuale.