un segno reversibile
MARV – Museo d’Arte Palazzo Rubini Vesin, Gradara
data
2023
COMUNE DI GRADARA
Luogo
Palazzo Rubini Vesin, Gradara
RUP
ing. Paolo Morerlli
Progetto strutturale
ing. Fabio Gessi
Progetto impianto elettrico
p.i. Marco Conti
Progetto impianto meccanico
ing. Gabriele Di Giuli
Foto
Mirko Ginepro
Fornitori
La Torre Impianti elettrici snc di Giorgio Giusini e Fabrizio Franceschetti; APLOMB S.r.l. ; Giovenali S.r.l.
Sostenitori del progetto
Società Cooperativa Braccianti Riminese; Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.
I lavori che interesseranno i locali del palazzo destinati a bookshop e corridoio di ingresso al piano terra e le sale espositive del piano nobile, riguardano nello specifico la messa a norma dell’impianto elettrico, la realizzazione e integrazione degli impianti speciali quali illuminazione d’ emergenza e vie di esodo, rilevazione antincendio, impianto antintrusione, impianto TVCC, diffusione sonora e annunci di emergenza; la totale sostituzione dell’ impianto di climatizzazione e la realizzazione di un più sofisticato sistema di controllo dell’ umidità relativa a servizio della sala espositiva più capiente, nonché un nuovo apparato illuminotecnico per tutte le sale espositive.
Tutte la apparecchiature che all’ interno di ogni sala sono necessarie al funzionamento degli impianti speciali, come telecamere a circuito chiuso, rivelatori antintrusione, targa ottico acustica per segnalazione incendi, la cartellonista allarme incendio, il pulsante di allarme incendio, il rivelatore di presenza per l’ attivazione dell’ illuminazione e le prese di servizio, saranno collocati su un unico elemento a totem in laminato ignifugo con finitura da campionare, collegato con lo zoccolo impianti, riducendo l’ impatto visivo di tali elementi, altrimenti localizzati in diversi punti in funzione delle vecchie canalizzazioni.
La soluzione adottata per l’intervento funzionale cerca di adeguarsi al principio di reversibilità, costituendo si un intervento duraturo, ma che rispetta l’originalità dell’edificio e ne costituisce un’aggiunta compatibile e garantisce nel contempo la possibilità di poter rivedere, migliorare e addirittura rimuovere al limite l’ intervento, lasciando la minima alterazione possibile.
Anche la riconoscibilità dell’intervento, nella pratica della conservazione del manufatto storico, è un’esigenza ineludibile, strettamente collegata a quella della reversibilità; se l’ azione fosse integrata, mimetizzata o addirittura inaccessibile non potrebbe essere facilmente oggetto di modifiche o miglioramenti.